“Come posso sostenere la causa animalista senza cambiare la mia dieta? Io
non ce la faccio a diventare vegano o vegetariano”
Questa è una domanda che spesso mi viene posta quando dico di seguire una dieta pescetariana (anche se prevalentemente vegetariana). In realtà questa domanda mi viene posta raramente perché, il più delle volte, o incontro onnivori intenti nello spiegarmi come mai l’uomo debba mangiare carne perché è, per sua natura, un cacciatore (io quando mangiavo carne, al massimo, cacciavo fuori i soldi per comprarla al supermercato), o vegetariani e vegani che mi urlano addosso quanto io sia un’ipocrita (cosa effettivamente vera, eppure vorrei vederli urlare in faccia ad Amanda Palmer le stesse cose). A volte, però, incontro persone aperte al dialogo, curiose, con le quali condividere informazioni e idee. Tendenzialmente credo che ognuno di noi dovrebbe fare qualcosa nel suo piccolo per migliorare l’ambiente e il mondo in cui viviamo attuando dei piccoli o grandi cambiamenti nella propria vita: dal fare la differenziata al cercare di non produrre un eccessivo quantitativo di rifiuti, dall’evitare la plastica al cercare di inquinare il meno possibile. Per aiutare gli animali e, spesso, anche l’ambiente, consiglio l’utilizzo di prodotti cruelty free perché, forse non tutti lo sanno, ma lo sfruttamento degli animali passa anche attraverso l’acquisto di cosmetici, di prodotti ideati per l’igiene personale e per la casa o, banalmente, dall’acquisto di un tabacco non testato sui cani (come il Chiaravalle, il Pueblo e lo Yesmoke). Oggi voglio parlarvi soprattutto di cosmetici, ma facciamo un passo indietro:
Cosa sono i prodotti Cruelty-Free?
Si definiscono Cruelty-Free tutti quei prodotti non testati sugli animali, quindi privi di crudeltà. I test sugli animali solitamente arrivano a uccidere l’animale o a compromettere pesantemente la qualità della sua vita o di quella della sua prole. Fortunatamente dopo anni di battaglie da parte degli animalisti l’11 marzo 2013, in Europa, è entrata in vigore una legge volta a vietare i test sugli animali per gli ingredienti di make up, come ad esempio: shampoo, saponi, creme da barba e altri tipi di prodotto legati al campo della cosmesi. A oggi le aziende in Europa non possono vendere “trucchi” testati sugli animali, neanche se gli esperimenti vengono svolti fuori dai confini dell’Unione.
Molte aziende si prefiggono di rispettare lo Standard Cruelty-Free che, nello specifico, consiste nel:
- Non testare il prodotto, o singoli ingredienti, sugli animali e non farlo testare a terzi.
- Dichiarare quando sono stati svolti i test su dei singoli prodotti: per esempio se una
componente del cosmetico è stata testata sugli animali l’azienda deve dichiarare in quale anno sia accaduto e impegnarsi a non comprare più nulla sia stato testato sugli animali dopo una determinata data (es. “Io azienda XXXX non compro più nulla sia stato testato sugli animali dopo il 1987”).
Quale dicitura trovo su un prodotto che attesti sia effettivamente Cruelty-Free?
Secondo “Consumo consapevole”:
-[…] la dicitura “Non testato su animali”, “Contro i test su animali”, “Testato clinicamente”, “Testato dermatologicamente”, oppure il simbolo del coniglietto non hanno alcuna importanza, perché per lo più indicano solo che il prodotto finito non è testato, ma questo, come abbiamo visto, vale per tutte le ditte, e non è quindi una discriminante. Ciò che veramente importa è che i singoli ingredienti non siano testati su animali. E questo non è assicurato da alcuna dicitura o simbolo. O meglio, esiste un simbolo che rappresenta lo Standard, il “leaping bunny” (coniglietto che salta) circondato da alcune stelline, ma è riportato solo su pochi prodotti aderenti allo Standard.
Tendenzialmente le etichette che troverete sui prodotti Cruelty-Free possono essere il simbolo del coniglietto Leaping Bunny, il PETA (per esempio con la “Bare Minerals”) e le diciture “Cruelty-Free” o “Non testato sugli animali” nell’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Di solito a chi aderisce allo Standard viene rilasciato un certificato ICEA.

Se, per legge, a oggi non possono essere venduti cosmetici testati sugli
animali, come mai esistono marche definite Cruelty Free e altre che non
vengono ritenute tali?
Alcuni brand aggirano la legge utilizzando ingredienti testati sugli animali in ambiti dove questo è ancora permesso, come ad esempio quello del settore farmacologico o alimentare. Non vengono considerati Cruelty Free neanche quei brand che usano ingredienti testati prima dell’entrata in vigore della legge del 2013 e non hanno aderito allo Standard, o coloro che vendono in tutto il mondo, anche in Paesi dove la sperimentazione è legale come ad esempio la Cina, Paese dove i test sugli animali sono stati sia obbligatori che largamente consigliati (proprio per questo grandi marchi come LUSH o Urban Decay hanno evitato di esportare i propri prodotti nel paese della seta, boicottandone, di fatto, l’intero mercato). Alcune marche non vengono più considerate Cruelty-Free se assorbite da grandi aziende che, però, testano sugli animali, ne sono un esempio:
- Burt’s Bees
- Dermalogica
- Urban Decay
- The Body Shop
Prodotti Cruelty-Free e Vegan: sono la stessa cosa?
Tendenzialmente un prodotto Vegan è spesso anche Cruelty Free, come ad esempio Urban Decay, ma i due termini non sono sinonimi. Per Cruelty Free intendiamo un prodotto non testato sugli animali, quindi: privo di crudeltà. Quando parliamo di un cosmetico vegano ci riferiamo al fatto che nella lista dei suoi ingredienti non ne figuri nessuno di origine animale come ad esempio i derivati del miele, del latte, il collagene o altro.

Consigli per gli acquisti: alcune aziende Cruelty-Free
Nota bene: A essere testati sugli animali non sono solo prodotti legati alla cosmetica, ma anche quelli dedicati all’igiene della persona, alla pulizia della casa (pavimenti e detersivi) e per la pulizia dei propri animali domestici: per attuare un consumo consapevole bisogna usare la massima attenzione.
A seguire una lista di alcuni grandi brand (in ordine alfabetico):
Aesop
Agronauti Cosmetics
Alchimia Natura
Alkemilla
Allegro Natura
Altromercato
Anastasia Beverly Hills
Aniwell
Ardell
Argital
Artha
Aveda
Bakel
Bare Minerals
Becca Cosmetics
Bioermi
Biofficina Toscana
Biomethodique
BioOut
Bite Beauty
Bjobj
Blinc
Body Shop
Bottega Verde
Brillor
By Terry
Camorak
Casa Verde Bio
Chantecaille
Charlotte Tilbury
ColourPop
Coop Italia
Crazy Rumours
Deborah Lippmann
Delibel
Derbe
Diva International
Dr. Hauschka
Dr. Taffi
Eco Blu
Ecoland
Ecor
Ecosì
Ekos
Elf
Essence (ottimi prodotti dal prezzo contenuto)
Eyeko
Fantastika
Floralia
Flora-Primavera
Folia
Foreo
Gala
Glossier
Happyclean
Higen
Helan
Ilia
Illamasqua
Insium
I Provenzali
Josie Maran
Kat Von D
Kylie Cosmetics (la linea di Kylie Minogue)
Kora Organics
Korres
Kryolan
La Cosmetica
La Saponaria
Lavera (vende anche in Cina, ma si dichiara totalmente Cruelty-Free)
Lefay
Lenerbe
Lepo Line
L’Erbolario
Liquidflora advanced organic make-up
Lorac
Lush
Marc Jacobs (esclusi i profumi)
Mario Badescu
MGA
Milani
Montagne Jeunesse
NABLA
Naturaequa
Naturerb
Natyr Altromercato
Neve Cosmetics
NYX
Nuxe
Officina Naturae
Omia
Pasticceria da bagno
Paul Mitchell
Pedrini
Per Benefit, Per In Pharma
Physicians Formula
Pierpaoli
Pixi
Puravida
Pure Bio
Qualikos
Queen Helen
Real Techniques
Rebis
Regenè
Remedia
Ren
Renee Rouleau
San.Eco.Vit
Sante
Saponificio Gianasso
Seres
Solara
Speziali Fiorentini
Supergoop
Talybe
Tarte
Tata Harper
Tatcha
Tea Natura
The Balm
Too Faced (in Italia è venduto, però, nei negozi Sephora)
Vaneda
Verdesativa
Verdevero
W.S. Badger
Weleda
Wet’n’Wild
Yes To
Youngblood Mineral
Zoè Cosmetics
Zoeva
Zoya
Motore di ricerca Leaping Bunny
Per scoprire se alcuni che usate siano o meno certificati come Cruelty-Free potete cercarli direttamente nel motore di ricerca della Leaping Bunny:
https://www.crueltyfreeinternational.org/LeapingBunny?/brands
Non tutti i prodotti Cruelty-Free, però, si trovano sul sito.
Spero che questa piccola introduzione possa tornarvi utile, a presto!
Consuelo Bartolucci
FONTI:
https://www.greenme.it/consumare/sai-cosa-compri/29510-cosmetici-non-testati-lista-aggiornata
http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/standard_internazionale.html
http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/lista_cruelty-free.html
https://bobocherie.blogspot.com/2017/11/cina-e-test-sugli-animali-facciamo.html
https://blog.cliomakeup.com/2016/04/cosmetici-cruelty-free-verita-bugie-confusioni/2/
