Dai nostri contenuti condivisi sui canali social avrete certamente capito che ci piace informarvi al meglio, da articoli di testate italiane a quelli in lingua inglese. Ma non vogliamo fermarci solo a dati, numeri, racconti e chi più ne ha più ne metta, vogliamo anche presentarvi le realtà commerciali e non che si stanno impegnando per l’ambiente.
Il nostro primo incontro virtuale farà felici gli amanti della montagna e dell’arrampicata, avendo deciso di fare qualche domanda per conoscere meglio FuoriLuogo Clothing, un brand ecosostenibile di abbigliamento e attrezzatura da arrampicata con sede nella capitale. È Nicolò Pesce, uno dei fondatori, a raccontarci meglio come sono andate le cose. Buona lettura!

Come e quando nasce Fuori Luogo Clothing?
L’idea di creare un brand ecosostenibile di arrampicata è nata nella primavera del 2017. Con un gruppo di amici abbiamo cominciato a parlare della possibilità di creare dei prodotti ecosostenibili, di alta qualità, ad un prezzo accessibile a tutti (la moda è moda, ma non capirò mai una maglietta che costa più di 35€).
Il nome “FuoriLuogo” nasce invece in un momento preciso: all’ennesima discussione sul nome del brand qualche mese più tardi. Secondo il mio socio, durante questa animata chiacchierata, una mia uscita era stata fuori luogo, da lì il nome.
Qual’è la filosofia che vi rappresenta come attività?
Da subito abbiamo fatto delle scelte precise di ecosostenibilità , scegliendo per i nostri prodotti solo capi di cotone organico, nonostante le difficoltà iniziali, come l’elevato costo e la scarsa possibilità di scelta dei prodotti.
Come e con cosa vengono prodotti i vostri capi di abbigliamento e accessori?
I nostri capi, come dicevo, sono tutti in 100% cotone organico, e sono garantiti da diverse certificazioni, fondamentali nel mondo della moda ecosostenibile. Inoltre, sono prodotti tramite l’utilizzo di energia rinnovabile, infatti ogni maglietta evita il consumo di 7kg di co2 rispetto ad una maglietta tradizionale.
Per i nostri accessori invece abbiamo pensato di utilizzare solo materiali di scarto, privilegiando quindi il riciclo di ogni tipo di materiale, prodotti pezzo per pezzo in maniera artigianale.

Quali sono gli accorgimenti che mettete in atto per ridurre il vostro impatto sull’ambiente come attività commerciale? Quali quelli come singoli cittadini?
Come ho detto utilizziamo esclusivamente cotone organico (o proveniente da fibre di cotone riciclate), in questo modo non contribuiamo alle colture che usano i pesticidi e i fertilizzanti chimici, tossici per il terreno e per l’ambiente.
Inoltre, per ogni ordine effettuato sul nostro sito, piantiamo un albero tramite un’azienda che si occupa di riforestazione ad alto impatto sociale. Piantando un albero, compensiamo le emissioni di co2 prodotte in un mese da un uomo.
Sicuramente la raccolta differenziata dei rifiuti ha un ruolo importantissimo per uno stile di vita sostenibile. In generale pensiamo che un’economia circolare che prevede il riuso del prodotto sia la scelta vincente. Ognuno di noi in questo senso può fare moltissimo anche con piccole scelte quotidiane. Per esempio privilegiare il consumo di acqua del rubinetto (sapete quante bottiglie di plastica vengono vendute ogni 3 secondi nel mondo?), scegliere carne che non provenga da allevamenti intensivi, così determinante in termini di inquinamento ambientale. Sono solo alcuni esempi.
Personalmente cerco di comprare solo indumenti che penso di indossare più volte e non solo per un pomeriggio, rigorosamente ecosostenibili o di seconda mano.
Si fa quel che si può… anche se Roma, in termini di riduzione dell’impatto ambientale, ci ostacola.
Cosa avete imparato dalla vostra attività e clientela?
La prima cosa che ho imparato è che non tutto va secondo i piani, la seconda è che non bisogna mai arrendersi.
I clienti (ovviamente anche io) vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, ovvero prodotti di alta qualità ad un prezzo bassissimo e spediti gratis.
Da quando è nata FuoriLuogo, sono molto più attento alla filosofia delle aziende, cerco sempre di aiutare le nuove o le piccole realtà perché sono convinto che è da lì che viene il futuro.
Bisognerebbe immedesimarsi nelle piccole realtà, conoscerle meglio e a fondo per riuscire ad apprezzare davvero il loro lavoro.
Quali altre attività o aziende vi ispirano e perchè?
Sicuramente Zeroco2, l’azienda con cui piantiamo alberi è un ottimo punto di riferimento e poi Patagonia, leader di abbigliamento sportivo ecosostenibile, è la marca che più ci ispira.
Un consiglio pratico da condividere per ridurre il nostro impatto ambientale?
Fate attenzione a quello che comprate, riscoprite il piacere di fare la spesa e di fare shopping. Leggete le etichette, scoprite cosa state comprando e a chi andranno i vostri soldi!
